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Nativi americani
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top
Con l'espressione mwhwnativi americani, o talvolta anche mwiapopoli indigeni delle Americhe, mwiqindigeni americani, mwigamerindi, mwiwprime nazioni americane, mwjaindiani d'America, mwjqpopoli precolombiani, mwjgpellerossa, si indicano le popolazioni che abitavano il mwjwcontinente americano prima della mwkacolonizzazione europea e i loro odierni discendenti.
Contents
• Il nome
• Storia
• Pianure
• Sud-est
• Note
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Descrizione
Gli mwmaetnonimi mwmqindiani d'America e mwmgpellirosse sono utilizzati, soprattutto in mwmwEuropa, in particolare per indicare i mwnapopoli precolombiani del Nord America, ma non sono termini univoci e sono stati spesso oggetto di discussione, mentre sono caduti sempre più in disuso in mwnqCanada e mwngStati Uniti in quanto considerati razzisti.cite-ref-32[32] Nei paesi ispanofoni dell'mwowAmerica Latina si usa prevalentemente il termine mwpaindios, mentre per i francofoni sopravvive il termine mwpqamerindiens. L'uso del termine mwpgindiano si deve a mwpwCristoforo Colombo che, in cerca di una rotta che consentisse di raggiungere l'mwqaAsia attraversando l'mwqqoceano Atlantico, credette di aver raggiunto le mwqgIndie Orientali, ignaro invece di aver toccato le coste di un continente allora sconosciuto agli Europei; gli Spagnoli battezzarono quindi il nuovo mondo "mwqwIndie occidentali" e solo successivamente America, in onore di mwraAmerigo Vespucci.cite-ref-treccani-33-0[33]
Secondo l'ipotesi scientifica più accreditata, 13.000 anni fa l'uomo sarebbe migrato dall'mwsgAsia verso l'mwswAmerica attraverso la mwtaBeringia, una lingua di terra che all'epoca univa i due continenti. Questi uomini si sarebbero poi spostati più a sud fino ad abitare tutto il continente e diversificandosi in migliaia di etnie e tribù differenti. In mwtqCentro e mwtgSud America i nativi americani si organizzarono in grandiose mwtwciviltà come i mwuamaya e gli mwuqaztechi nell'odierno Messico e gli mwuginca sulla mwuwcordigliera delle Ande mentre in mwvaAmerica del Nord i Nativi americani rimasero prevalentemente popolazioni mwvqnomadi o seminomadi.
Parecchie aree del continente sono ancora popolate da nativi americani, specialmente in America Latina dove, insieme ai mwvwmeticci, costituiscono la maggioranza della popolazione. Negli Stati Uniti d'America e in Canada i nativi americani, invece, costituiscono ormai soltanto un'esigua minoranza. Ancora oggi nei paesi dell'America si parlano almeno un migliaio di mwwalingue indigene diverse. Alcune fra queste, come ad esempio il mwwqquechua, l'mwwgaymara, il mwwwguaraní, le mwxalingue maya e il mwxqnahuatl, sono parlate da milioni di persone. Molti, inoltre, conservano pratiche e usanze culturali di vario grado, incluse pratiche religiose, di organizzazione sociale e pratiche di sussistenza. Alcuni popoli indigeni vivono ancora in uno stato di relativo isolamento dalle società moderne e altre addirittura non sono mai entrate in contatto con esse o con l'mwxguomo occidentale, denominate mwxwtribù mai contattate.
I nativi americani presentano caratteristiche somatiche affini alle mwyqpopolazioni asiatiche: occhi allungati, zigomi sporgenti, con in più la quasi assenza di barba e capigliature perlopiù scure e lisce. Questi caratteri portarono gli antropologi a ipotizzare la loro origine ereditata dagli antichi asiatici, che avevano attraversato lo mwygstretto di Bering durante l'mwywepoca preistorica, ipotesi confermata da successivi studi mwzalinguistici e, soprattutto, mwzqgenetici.cite-ref-34[34]
Il nome
L'mw1aetnonimo mw1qindiani d'America ha origine nel XV secolo, durante le prime fasi dell'mw1gesplorazione europea del continente americano. mw1wCristoforo Colombo, con il suo viaggio attraverso l'mw2aoceano Atlantico, intendeva dimostrare che era possibile raggiungere l'Asia navigando verso occidente, cosa allora ritenuta impossibile. Quando nel mw2q1492 Colombo approdò sull'mw2gisola di Hispaniola (oggi mw2wHaiti e mw3aRepubblica Dominicana) credeva di essere giunto nelle mw3qIndie Orientali e di aver scoperto una rotta per arrivare in India e per questa ragione gli abitanti che vi trovò vennero erroneamente chiamati indiani. Quello che Colombo ignorava era l'esistenza del continente americano tra l'Asia e l'Europa. Sarà solo grazie alle successive esplorazioni e in particolare grazie ad mw3gAmerigo Vespucci, che gli occidentali si renderanno conto di avere scoperto un nuovo continente fino ad allora sconosciuto; ma l'errore era ormai fatto e l'uso del termine indiano per indicare i popoli indigeni delle Americhe non venne corretto.cite-ref-treccani-33-1[33]
Quella degli mw5aindiani è perciò una categoria etnica e culturale creata dagli europei. I vari gruppi che si erano stabiliti nelle Americhe non si consideravano membri di una singola comunità, né avevano una parola per identificarsi, che non fosse il nome della tribù o la parola mw5quomo (come per gli mw5ginuit). Al contrario, alcuni gruppi indigeni non erano nemmeno a conoscenza dell'esistenza delle altre società a cui poi sarebbero stati associati in quanto mw5windiani. Altri negavano qualsiasi connessione tra loro e i popoli che consideravano meno sviluppati; gli mw6aaztechi del Messico centrale, ad esempio, commerciarono e combatterono con molti dei loro vicini, ma non li considerarono mai come pari o uguali. Durante i tre secoli della mw6qcolonizzazione spagnola alcuni accolsero la nuova categoria, diventando mw6gindiani, mentre altri rimasero legati a identità più antiche. La natura problematica del concetto di indiano ha perciò spinto numerosi studiosi a sostituirlo con termini come mw6wnativi americani o altre etichette europee meno ovvie.cite-ref-treccani-33-2[33]
L'etnonimo mw8qindios, di origine spagnola, è utilizzato in mw8gitaliano per riferirsi alle popolazioni indigene dell'mw8wAmerica Latina, mentre in mw9aSpagna e negli stessi paesi dell'mw9qAmerica Latina, oltre che in mw9gPortogallo, indica indifferentemente i popoli amerindi del Nord, Centro e Sud America. Anche questo termine significa mw9windiani e deriva dall'errore storico per il quale si confuse l'America con l'mw-aIndia.cite-ref-treccani-33-3[33]
L'espressione mw-gpellerossa, utilizzata negli Stati Uniti e nei paesi occidentali, talvolta in senso dispregiativo, per indicare i popoli indigeni mw-wnordamericani, è considerata razzista perché fa riferimento al colore della pelle di queste popolazioni. Una delle ipotesi sull'origine del nome si riferisce all'abitudine dei guerrieri di alcune tribù di tingersi la pelle di ocra rossa prima delle battaglie.cite-ref-treccani-33-4[33]
Per quanto il termine mwaquindiani d'America sia considerato razzista, alcuni nativi preferiscono identificarsi come tali. mwaqyRussell Means (attore e celebre attivista mwaqcLakota), ad esempio, dichiarò in un'intervista: «Anch'io preferisco il termine "indiano d'America". Chiunque sia nato nell'emisfero occidentale è un nativo americano».cite-ref-35[35]
Oggi, riassumendo, vengono utilizzati i seguenti nomi: mwaq0nativi americani, mwaq4indiani d'America, mwaq8indigeni americani, mwaraamerindi, mwareamerindiani, mwariindios, mwarmmwarqpopoli precolombiani, mwarumwaryprime nazioni o First Nations (in mwarcCanada), mwargaborigeni americani, mwarkpellerossa, mwaropopolo rossocite-ref-treccani-33-5[33], mwar8uomini rossi.cite-ref-36[36]
Storia
Migrazione dell'uomo verso le Americhe
Tutti gli scheletri umani ritrovati in America sono attribuibili a esseri umani biologicamente moderni. Si può supporre che le Americhe non fossero popolate da esseri umani finché questi non furono in grado di sviluppare la tecnica necessaria che consentisse loro di sopravvivere ed esplorare la mwas4tundra del nord-est dell'Asia.cite-ref-national-37-0[37] Queste condizioni necessarie non furono raggiunte prima di 40 000 anni fa. Non ci sono dubbi però che il Nord America fu inizialmente popolato da mwatmcacciatori-raccoglitori che si espandevano verso est dall'odierna Alaska. I primi gruppi di cacciatori-raccoglitori avrebbero attraversato la mwatqBeringia, un istmo lungo un migliaio di chilometri che univa l'Asia e il Nord America, in un periodo tra il 16000 a.C. e l'11000 a.C.cite-ref-spencerwells2-38-0[38]cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]cite-ref-kind-41-0[41]
Le ricerche di mwauyLuigi Luca Cavalli-Sforza e dei suoi collaboratori, tuttavia, sostengono che i primi esseri umani siano arrivati nel continente circa 40 000 anni fa dall'mwaucAsia attraverso lo mwaugstretto di Bering via mare. Questa ipotesi è tuttavia altamente dibattuta benché plausibile.cite-ref-42[42]
Popoli indigeni del Nord America
Regione artica
La regione artica che comprende le coste dell'mwaxmAlaska e il mwaxqCanada settentrionale è, per motivi climatici, un territorio scarsamente popolato, in cui l'agricoltura è praticamente impossibile: qui le popolazioni vivevano cacciando mwaxufoche, mwaxycaribù/renne e, in alcune zone, mwaxcbalene. Durante l'estate abitavano in tende e in inverno in abitazioni costruite con blocchi di ghiaccio o blocchi di terra ricoperti di pelli. Anche ai nostri giorni i gruppi presenti hanno scarsi rapporti con altre popolazioni e sono molto legati alle loro tradizioni. In mwaxgAlaska e nei territori situati nelle regioni artiche del Canada settentrionale (mwaxkYukon, mwaxoTerritori del Nord-Ovest, mwaxsNunavut) vivono gli mwaxwInuit e gli mwax0Yupik (gruppi che spesso vengono definiti con l'esoetnonimo "Eschimesi"), una parte dei quali emigrò in mwax4Groenlandia nell'XI secolo; la zona a sud-ovest è abitata dagli mwax8Yupik, presenti anche in mwayaSiberia, mentre gli mwayeAleuti vivono nelle isole omonime.cite-ref-one-45-0[45]cite-ref-three-46-0[46]cite-ref-aboriginal-identity-2006-census-47-0[47]
Regione subartica
A causa dell'inclemenza del mwazaclima, quindi dell'impossibilità di praticare l'mwazeagricoltura, le popolazioni dell'area subartica (comprendente quasi tutto il mwaziCanada dalla mwazmtundra quasi fino al confine con gli mwazqStati Uniti) erano mwazunomadi e vivevano in tende o in case interrate, dedicandosi alla mwazypesca o alla mwazccaccia di mwazgalci e mwazkcaribù/renne.cite-ref-aboriginal-identity-2006-census-47-1[47]
A est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i mwaz8Cree e gli mwaaaOjibway (detti anche mwaaeChippewa); a Ovest, gruppi di lingua athabaska (Carrier, mwaaiIngalik, mwaamDogrib, Han, Hare, mwaaqKoyukon, Kutchin, Mountain, mwaauSlavey, mwaayTanaina, mwaacYellowknife e altri). Queste popolazioni venivano generalmente guidate dai capifamiglia e i conflitti tra le varie mwaagtribù erano piuttosto rari.cite-ref-aboriginal-identity-2006-census-47-2[47]
Per quanto riguarda la mwaa4religione, erano molto diffuse le credenze sugli spiriti guardiani e lo mwaa8sciamanesimo. Molti di questi popoli ora sono sedentari e tuttora vivono di mwabacaccia e mwabepesca.cite-ref-aboriginal-identity-2006-census-47-3[47]
Costa nord-occidentale
Nonostante la ristrettezza della zona abitabile (limitata a est dalle montagne), la costa nordoccidentale dell'mwab4oceano Pacifico ha fornito un ambiente ideale per gli abitanti, grazie ai fiumi mwab8Columbia e mwacaFraser, eccezionalmente ricchi di mwacesalmoni.cite-ref-pritz-48-0[48]
Questo mwacchabitat particolarmente ricco, insieme col contributo di quello collinare, consentì l'incremento della popolazione, che dette vita a una cultura elaborata, organizzata in grandi case di legno e caratterizzata da ricche cerimonie e da un artigianato in legno. I villaggi solitamente erano composti da un centinaio di abitanti, spesso imparentati fra loro e organizzati secondo una modalità gerarchica: i vari membri erano ordinati in base al proprio grado di parentela con il capo. Solo i prigionieri di guerra e gli schiavi venivano esclusi da questa classificazione.cite-ref-pritz-48-1[48]
Di fondamentale importanza era considerata la ricchezza individuale o del gruppo, la quale veniva ridistribuita durante il mwac0mwac4potlatch, una sorta di cerimonia nella quale il capo e il suo gruppo donavano i propri beni. Tutto questo aveva lo scopo di consolidare o accrescere il proprio mwac8mwadastatus, per poter ricevere l'invito da altri mwadepotlatch e per riequilibrare la distribuzione dei beni tra i vari gruppi. La religione era basata principalmente sul culto degli antenati mitici: le loro rappresentazioni stilizzate erano raffigurate ovunque, sui mwadipali totemici, sulle facciate delle case, sulle prore delle barche, sulle maschere e le coperte.cite-ref-pritz-48-2[48]
Altopiano
Nell'altopiano compreso tra l'mwaeqIdaho, l'mwaeuOregon orientale, lo mwaeystato di Washington, il mwaecMontana occidentale e la mwaegColumbia Britannica sud-orientale vivevano numerosi piccoli gruppi tendenzialmente pacifici (tra cui gli mwaekYakama, gli mwaeoWallawalla, i Nimipu, noti fra gli europei come mwaesNasi Forati, i mwaewCayuse, i mwae0Palus (o Palouse) e, poco più a nord, nella zona dei Bitterroot Mountains, i mwae4Kalispel, noti come Pend d'Oreille, gli Skitswish, noti come mwae8Coeur d'Alene, i Kootenai, noti come Flathead o Flatbow e gli Atsina, noti come mwafaGros Ventre). Sopravvivevano grazie alla caccia, alla raccolta di frutti e alla pesca del mwafesalmone. La loro cultura era parzialmente simile a quella dei loro vicini della costa nordoccidentale del mwafiGran Bacino e della mwafmCalifornia. Le lingue appartenevano per lo più alle famiglie Sinwit Shahaptian Penutian (Yakima-Klickitat), Waiilatpuan Shahptian Penutian (Palouse, Cayuse, Wallawalla, Nimipu), Kithunan Salish Mosan (Kalispell, Skitswish, Kootenai), ma anche alla famiglia Algonquian (Atsina).
Gran Bacino
L'area del mwafyGran Bacino, comprendente le catene montuose e le vallate dello mwafcUtah, del mwafgNevada e della mwafkCalifornia, è stata abitata da popolazioni il cui stile di vita arcaico rimase quasi invariato fino al mwafo1850; le più conosciute sono i mwafsPaiute, gli mwafwUte e gli mwaf0Shoshoni, insieme ai Klamat, i mwaf4Modoc e gli mwaf8Yurok.cite-ref-dazevedo-49-0[49] Si trattava di piccole bande di raccoglitori, composte a volte da un'unica famiglia ed erano distribuite su un territorio inospitale con una densità abitativa estremamente bassa.cite-ref-dazevedo-49-1[49]
In estate si nutrivano di semi, radici, frutti di mwagkcactus, mwagoinsetti, mwagsrettili e piccoli mwagwroditori, insieme con occasionali mwag0antilopi e mwag4cervi; i mwag8coyote invece non venivano mangiati perché li si credeva dotati di poteri soprannaturali. In inverno si dovevano affidare alle provviste estive perché la disponibilità di cibo era scarsissima e la minaccia della fame era sempre incombente.cite-ref-dazevedo-49-2[49] Nei periodi in cui il cibo era abbondante i vari gruppi si riunivano in bande più numerose, composte quasi esclusivamente da individui imparentati bilateralmente.cite-ref-dazevedo-49-3[49]
Il riconoscimento della leadership avveniva in maniera informale e raramente sorgevano conflitti fra mwahktribù, causati di solito da accuse di mwahostregoneria o da rivalità sessuali. La mwahsreligione formale era poco praticata; veniva soprattutto ricercata l'alleanza con gli spiriti, conosciuti attraverso sogni e visioni, che era ritenuta capace di conferire poteri connessi con la mwahwmedicina, la mwah0caccia e il mwah4gioco d'azzardo.cite-ref-dazevedo-49-4[49]
California
L'area culturale californiana comprende approssimativamente la superficie dello Stato attuale, con l'esclusione della zona sud orientale lungo il fiume mwaiuColorado. La popolazione ivi installata, che secondo le stime ottimistiche contava forse mwaiy200 000 abitanti, parlava più di 200 linguaggi distinti.cite-ref-heizer-50-0[50]
Fra i gruppi più importanti vi erano: i mwaiwPomo, i mwai0Modoc, gli mwai4Yana, i mwai8Chumash, i mwajaCostanoan, i mwajeMaidu, i mwajiMiwok, i Patwin, i mwajmSalinan, i Wintun, gli Yokut, gli Yuki e i cosiddetti Mission Indians (Indiani delle Missioni), mwajqCahuilla, mwajuDiegueño, Gabrileño, mwajyLuiseño e mwajcSerrano.cite-ref-heizer-50-1[50]
Tutti i Nativi americani della zona californiana erano principalmente raccoglitori di ghiande, semi erbacei e altri vegetali commestibili. Pesci e frutti di mare avevano importanza sulla costa, mentre nell'interno si cacciavano mwaj0cervi, mwaj4orsi e piccoli mammiferi vari. Il villaggio, composto anche da più di 100 persone, col suo particolare dialetto, era spesso la più ampia unità politica esistente. Diffusa era l'usanza delle metà esogame, che consentiva l'mwaj8endogamia, pratica secondo la quale i matrimoni avvenivano solo all'interno del villaggio però diviso a sua volta in due metà, per cui i membri di un gruppo dovevano combinare il loro mwakamatrimonio con un membro dell'altro gruppo.cite-ref-heizer-50-2[50]
I capi, a volte ereditari, organizzavano la vita sociale e cerimoniale, ma avevano scarso potere politico. I conflitti organizzati fra villaggi erano rari. Frequenti erano i riti di cura, le cerimonie della pubertà maschile e l'uso rituale di sostanze mwakypsichedeliche.cite-ref-heizer-50-3[50]
Pianure
Nella zona delle Pianure (ovvero le praterie che si estendono dal mwalqCanada centrale fino al mwaluMessico e dal Midwest alle mwalyMontagne Rocciose) si erano installate popolazioni che vivevano in piccoli gruppi mwalcnomadi al seguito delle grandi mandrie di mwalgbisonti, in quanto la caccia ha costituito la principale risorsa alimentare fino al mwalk1890, anche se lungo il mwaloMissouri e altri fiumi delle pianure erano presenti rare forme di agricoltura stanziale. La densità abitativa era molto bassa.cite-ref-mandelbaum-51-0[51]
Tra i primi abitanti delle praterie possiamo ricordare i mwamaPiedi Neri (cacciatori), i mwameMandan e gli mwamiHidatsa (agricoltori); in seguito, quando i coloni europei conquistarono le zone orientali ricche di foreste, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Pianure: tra questi i mwammSioux, gli mwamqCheyenne e gli mwamuArapaho, preceduti dagli mwamyShoshoni e dai loro parenti mwamcComanche, provenienti però dal Gran Bacino.cite-ref-mandelbaum-51-1[51]cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]
Quando il mwanucavallo fu introdotto dagli europei (mwanyXVII secolo) e poi si diffuse in tutte le Grandi Pianure (mwancXVIII secolo), nella zona si mescolarono tutta una serie di popoli precedentemente sedentari, disturbati dai cacciatori-guerrieri a cavallo delle zone vicine. Gli antichi raccoglitori e agricoltori d'estate cominciarono a organizzarsi in accampamenti di dozzine di mwangmwanktipì trasportabili disposti in cerchio, per praticare la caccia al mwanobisonte in maniera intensiva. Le cerimonie pubbliche, in particolare la mwansdanza del sole, servirono a creare nei gruppi legami più saldi e un obiettivo comune.cite-ref-mandelbaum-51-2[51]
Il potere individuale, perseguito in primo luogo con la ricerca della visione, accompagnata da automutilazioni e severe ascesi, veniva manifestato tramite la partecipazione alle incursioni belliche contro i nemici. Le società guerriere, alle quali gli individui aderivano in gioventù, divennero in breve tempo organizzazioni specializzate nella guerra, spesso con funzioni di controllo dell'ordine all'interno dei grandi accampamenti. Il successo nelle incursioni (condotte di solito da meno di una dozzina di uomini), il possesso di molti cavalli e il potere ottenuto attraverso le visioni o la mwaoedanza del sole erano i segni del rango fra gli indigeni delle Grandi Pianure.cite-ref-mandelbaum-51-3[51]
Foreste orientali
Coperta in origine da una fitta vegetazione, l'area delle foreste orientali (comprendente le regioni temperate degli mwaogStati Uniti e del mwaokCanada orientali, dal mwaooMinnesota e mwaosOntario fino all'mwaowoceano Atlantico a est e fino alla mwao0Carolina del Nord a Sud) era abitata inizialmente da cacciatori: intorno al 7000 a.C. si svilupparono l'mwao4agricoltura, la mwao8pesca, la lavorazione della pietra e, nella zona dei mwapaGrandi Laghi, del mwaperame.cite-ref-sturtevant-54-0[54]
I Nativi abitanti quest'area comprendevano gli mwapcIrochesi e gli mwapgUroni e anche popolazioni di lingua algonchina, tra cui gli mwapkOjibway (Chippewa) e i loro parenti Ottawa, i mwapoLenape (o Delaware), i mwapsMohicani, i mwapwMi'kmaq, i mwap0Narragansett, gli mwap4Shawnee, i mwap8Potawatomi, i mwaqaKickapoo, i mwaqeMenominee, gli mwaqiIlliniwek. Anche i mwaqmSioux abitavano originariamente delle Foreste Orientali, ma furono in larga parte spinti a ovest, verso le grandi praterie, dalle tribù algonchine armate dagli Europei.cite-ref-sturtevant-54-1[54]cite-ref-55[55]
A cavallo tra il XVIII e il mwariXIX secolo anche la maggior parte dei gruppi algonchini e così pure degli Irochesi, furono costretti a spostarsi a ovest, verso il mwarmTerritorio Indiano o a nord verso il mwarqCanada, dalla politica dei neonati mwaruStati Uniti d'America che subivano la pressione dei coloni di origine europea in cerca di terra da coltivare e città da costruire, che si scontrava con il modello di vita delle tribù indiane basato su grandi spazi a disposizione; alcuni gruppi rimasero comunque nella regione, raccolti di solito in piccole comunità.cite-ref-sturtevant-54-2[54]
Il clima freddo del nord-est e dei mwarsGrandi Laghi tendeva a limitare l'orticoltura e a costringere alla raccolta delle piante selvatiche; i cibi più importanti erano il mwarwpesce, gli animali da mwar0caccia, lo sciroppo d'mwar4acero e il mwar8riso selvatico. Fra i coltivatori gli uomini si limitavano in genere a preparare il terreno per la coltivazione, che era opera essenzialmente femminile. I popoli di lingua irochese erano organizzati in villaggi matrilineari guidati da un consiglio: le donne avevano un ruolo importante nel governo dei villaggi.cite-ref-sturtevant-54-3[54]
Fra la costa orientale e i mwasuGrandi Laghi vivevano i popoli di lingua algonchina, organizzati per lo più in piccoli villaggi, semisedentari, fortemente influenzati dai loro vicini meridionali. Le attività orticole erano in genere poco sviluppate lungo la costa, dove la raccolta dava un prodotto assai abbondante. La leadership era in genere debole, il territorio mal definito e l'organizzazione politica somigliava a quella delle piccole tribù di altre zone. Queste furono fra le prime culture nomadi o seminomadi installate nell'area a subire l'impatto della diversa civilizzazione europea in espansione e nel conflitto impari tra le due civiltà molte di esse erano già scomparse prima dell'inizio del mwasySettecento.cite-ref-sturtevant-54-4[54]
Sud-est
La regione a clima tropicale che si estende a nord del golfo del mwas0Messico, dalle coste dell'mwas4Atlantico al mwas8Texas centrale, era originariamente coperta di foreste di pini e popolate da daini. Nel 3000 a.C. in quest'area si sviluppò l'mwataagricoltura che determinò un forte incremento demografico, mentre intorno al 1400 a.C. furono costruite le prime città.cite-ref-sturtevant-54-5[54]
Al momento dell'arrivo degli Spagnoli e dei Portoghesi nei secoli XVI-XVII, però, le epidemie cominciarono a decimare la popolazione. Alcune popolazioni native di questa zona, che comprendevano: i mwatyCherokee, i mwatcCreek, i mwatgChickasaw, i mwatkChoctaw e i mwatoSeminole, erano conosciute come le Cinque Nazioni Civilizzate, in quanto la loro economia e la loro organizzazione sociale erano più articolate e in qualche modo più vicine a quelle europee.cite-ref-sturtevant-54-6[54] Nella stessa area erano insediati anche i mwat8Natchez, ma la loro cultura, molto elaborata, fu distrutta dall'impatto degli spagnoli alla fine del XVIII secolo.cite-ref-sturtevant-54-7[54]
Fra i gruppi più importanti del sud-est sono da segnalare anche: gli mwauuAlabama, i mwauyCaddo, i mwaucQuapaw, i mwaugBiloxi, i mwaukChitimacha, i mwauoTimucua e i Tunica (Tunican). Molti di questi popoli raggiunsero i più complessi livelli culturali a nord della mwausMesoamerica.cite-ref-sturtevant-54-8[54] Un'orticoltura produttiva integrata dagli abbondanti prodotti delle foreste fornì la base materiale ai loro grandi insediamenti sottoposti all'autorità centralizzata di un capo.
Ebbero villaggi di centinaia di abitanti fortificati con palizzate, che contenevano grandi tumuli sui quali sorgevano i templi al cui interno ardeva il fuoco perenne e le abitazioni delle classi superiori. I capi e i re esercitavano il potere assoluto sui sudditi, nobili e popolani e in alcuni casi comandavano più di una dozzina di villaggi. Frequenti erano le guerre e le incursioni.cite-ref-sturtevant-54-9[54]
Sud-ovest
L'area culturale del sud-ovest si estende su una regione calda e arida di montagne e bacini cosparsi di oasi: gli abitanti di quest'area comprendente l'mwavcArizona, il mwavgNuovo Messico, il mwavkColorado meridionale e l'adiacente mwavoMessico settentrionale, dapprima cacciatori di mammut e poi del bisonte, diedero origine a una cultura, definita arcaica, sviluppatasi tra l'8000 a.C. e il 300 ca. a.C. Sono state ritrovate tracce di culture precedenti, come i mwavsClovis, risalenti addirittura a epoche precedenti (11.000 anni fa).cite-ref-plog-56-0[56]
Nel sud-ovest si muovevano popoli di cacciatori-raccoglitori (fra cui gli mwaweApache, gli mwawiHavasupai, i Seri, gli mwawmHualapai, gli mwawqYavapai) ma esistevano anche popoli di orticoltori, come i mwawuMohave, i mwawyNavajo, i mwawcPapago, i mwawgPima, i mwawkPueblo (fra cui gli mwawoHopi e gli mwawsZuñi), gli mwawwYaqui, gli Yuma (Nijoras), i mwaw0Cocopah e gli Opata.cite-ref-plog-56-1[56] Nonostante la sua aridità, la regione offriva una certa quantità di cibi selvatici, sia animali sia vegetali, che fornivano il sostentamento necessario agli insediamenti, organizzati patrilinearmente o matrilinearmente. Erano frequenti le incursioni contro gli orticoltori vicini.cite-ref-plog-56-2[56]
Intorno al 300 a.C. alcune popolazioni del mwaxcMessico, a economia basata sulla coltivazione di mwaxgmais, mwaxkfagioli, mwaxozucche e mwaxsmeloni in terreni irrigati, emigrarono nell'mwaxwArizona meridionale. Chiamati mwax0Hohokam, furono gli antenati degli odierni mwax4Pima e Papago. L'agricoltura fu praticata anche dagli mwax8Anasazi: i loro discendenti sono gli attuali Pueblo, cui si aggiunsero in seguito gli attuali mwayaNavajo e vari gruppi di mwayeApache. Risalgono al 1000 a.C. le prime caratteristiche tombe coperte da tumuli sepolcrali, diventate in seguito centri di culto, tipiche della prima civiltà mwayiHopi.cite-ref-plog-56-3[56]
Aspetti culturali
Benché le caratteristiche culturali, come la lingua, i costumi e le usanze varino enormemente da una tribù all'altra, ci sono alcuni elementi che si possono incontrare frequentemente e sono condivisi da molte tribù.
Religione
La religione più diffusa è conosciuta con il nome di mwazaChiesa nativa americana. È una chiesa mwazesincretistica che unisce elementi dello spiritualismo nativo provenienti da un numero di differenti tribù con elementi simbolici tipici del mwaziCristianesimo. Il suo rito principale è la cerimonia del peyote. La Chiesa del Peyote ha aiutato molto i popoli nativi a uscire dal vortice di decadenza alla quale il popolo rosso era arrivato apprendendo gli usi e costumi ma soprattutto i vizi dei bianchi, recuperando almeno in parte le proprie radici culturali perse dopo i vari stermini perpetrati dagli invasori europei per puri fini commerciali e di guadagno.
Molto della cultura indiana americana si è andata mischiando ai simboli cristiani degli invasori, così come già accadde anche per quello che riguardava la tratta degli schiavi africani che mischiarono tradizioni nere a quelle cristiane pur di poter continuare a pregare le loro entità.cite-ref-57[57] Nella parte sud-occidentale degli mwazgStati Uniti d'America, specialmente nel mwazkNuovo Messico, il sincretismo tra il mwazoCattolicesimo portato dai missionari spagnoli e la religione nativa è piuttosto comune; i tamburi, i canti e le danze dei mwazsPueblo sono regolarmente parte della mwazwMessa.
Gli agricoltori e allevatori del Sud-ovest semidesertico erano stanziali e inventarono le Danze della Pioggia in quanto dovevano sempre lottare contro la scarsità d'acqua. I nativi erano in costante contatto con la natura, aspetto che si rispecchiava nel loro variegato mondo spirituale. Essi praticavano l'mwaz4animismo: i fenomeni meteorologici erano per loro manifestazione degli spiriti naturali che potevano essere evocati durante lo stato di mwaz8trance, indotto da svariate sostanze mwa0apsicotrope: funghi, erbe o mwa0ecactus allucinogeni, come il mwa0ipeyote del Sud-ovest. Si poteva entrare in contatto con gli spiriti anche mediante il digiuno, l'isolamento forzato o prove cruente come la mwa0mdanza del sole, un rito di purificazione che consisteva nello stare appesi a un palo per quattro giorni per abituare il guerriero a sopportare i più terribili dolori. Mediatori fra la tribù e gli spiriti erano i mwa0qmedicine-men, gli mwa0usciamani che insieme alle donne si occupavano anche della salute di tutti. I guaritori indiani utilizzavano anche la mwa0ysalicina, contenuta nella corteccia del salice e dei pioppi e usata contro febbri e infiammazioni. Dai cicli della natura derivava anche la loro mwa0ccosmologia che immaginava un universo circolare, dove tutto torna alla natura. Questa particolare concezione cosmologica era rispecchiata nel cerchio magico dove si svolgevano assemblee e riti sacri. Al centro di tutto stava il Grande Spirito: gli indiani delle Grandi Pianure lo chiamavano Wakan Tanka, gli mwa0gAlgonchini invece Manitò (diventerà Manitù nei mwa0kfumetti di mwa0oTex Willer). Molto importanti, sotto il profilo culturale, erano gli animali: secondo i loro miti, il mwa0scorvo e il mwa0wcoyote insegnarono all'uomo l'uso del fuoco. Ma ogni popolo di nativi aveva il proprio mwa00totem, animale da cui si considerava discendente.cite-ref-58[58]
Musica e arte
La mwa1qmusica dei Nativi americani è monofonica anche se ci sono notevoli eccezioni. La musica nativa tradizionale prevede i mwa1utamburi ma pochi altri strumenti, anche se i mwa1yflauti vengono impiegati da alcuni gruppi. La tonalità di questi flauti non è molto precisa e dipende dalla lunghezza del legno usato e dalla grandezza della mano del suonatore.cite-ref-59[59]
La forma più diffusa di musica pubblica tra i Nativi americani negli mwa1wStati Uniti è il mwa10mwa14powwow. Durante questa manifestazione, così come nell'annuale mwa18mwa2aGathering of Nations ad mwa2eAlbuquerque nel mwa2iNuovo Messico, membri di gruppi di suonatori di mwa2mtamburi si siedono in cerchio intorno a un grande mwa2qtamburo, mettendosi a suonare all'unisono mentre cantano nelle loro lingue native e i danzatori colorati ballano in senso orario intorno ai suonatori.
Le attività musicali e artistiche scandiscono la vita degli indiani, molto più del lavoro, che è ridotto al minimo necessario per la sopravvivenza.
Le sonorità dei Nativi americani sono state riprese anche da molti artisti di musica mwa2cpop e mwa2grock, come ad esempio mwa2kRobbie Robertson (mwa2oThe Band e con mwa2sBob Dylan) originario di madre indiana.
L'mwa20arte dei Nativi americani costituisce una categoria importante nel panorama dell'arte mondiale. Il contributo dei Nativi americani include stoviglie di: terracotta, gioielli, vestiti, sculture.
La democrazia indigena
Ogni individuo si sentiva parte di Madre Natura, quindi anche un membro del suo popolo. Una nazione indiana si componeva di gruppi locali (in inglese mwa4ebands) che erano politicamente autonomi ed economicamente autosufficienti. Le comunità di sussistenza e sopravvivenza erano organizzate per mwa4iclan, sparpagliate in villaggi per lo più privi di un potere centrale. Ogni "banda" prendeva decisioni autonomamente dopo essersi riunita in assemblee e consigli. I nativi erano guidati da leader rappresentativi, scelti dai membri del gruppo. Tra i cacciatori-raccoglitori in genere il capo era il più anziano o quello con più esperienza. La carica del leader era vitalizia o temporanea, ma il capo poteva essere destituito se era considerato indegno. Uomini e donne avevano ruoli complementari. Il padre insegnava ai figli maschi la caccia e la guerra che poteva essere molto dura. La madre invece spiegava ai figli le regole della società e tramandava loro le tradizioni.cite-ref-61[61]
Popoli indigeni del Centro America
Fin dal 1400 a.C. in mwa44Messico e nella parte settentrionale dell'mwa48America centrale fiorirono civiltà di notevole importanza, oltre a diverse tribùcite-ref-62[62]: sulla costa orientale del mwa5qMessico gli mwa5uOlmechi eressero templi e imponenti palazzi fino a cadere in declino intorno al 400 a.C. In seguito il mwa5yMessico centrale fu dominato per circa duecento anni dalla civiltà di mwa5cTeotihuacan e nel sud-ovest e nello mwa5gYucatán e mwa5kGuatemala si svilupparono le Città-Stato dei mwa5oMaya.cite-ref-sintesis-63-0[63]
Nell'mwa6aXI secolo il mwa6eMessico era controllato dai mwa6iToltechi, ai quali fecero seguito gli mwa6mAztechi e poi gli spagnoli. Le popolazioni che risiedevano nel mwa6qMesoamerica (mwa6uMessico, mwa6yGuatemala, mwa6cEl Salvador e la parte occidentale dell'mwa6gHonduras e del mwa6kNicaragua), con la loro produzione agricola, alimentavano i grandi mercati cittadini. Erano inoltre dotate di strutture sociali complesse e svilupparono un'mwa6oarte e una mwa6scultura raffinate, però distrutte quasi interamente dalla conquista spagnola.cite-ref-sintesis-63-1[63]
Le civiltà mesoamericane ebbero una scrittura geroglifica, libri di carta di corteccia, carte geografiche, la matematica posizionale e il concetto dello mwa7ezero, gli osservatori astronomici, un calendario di grande precisione e la previsione delle mwa7ieclissi, complessi centri civico-cerimoniali e società stratificate con sovrani assoluti. Tutti questi popoli furono assoggettati dagli spagnoli e fatti diventare contadini a loro servizio.cite-ref-sintesis-63-2[63]
Popoli indigeni del Sud America
Area settentrionale e Caraibi
Quest'area geografica comprende ambienti molto diversificati: mwa7ogiungle, mwa7ssavane, zone aride e la parte settentrionale delle mwa7wAnde. Sin dall'epoca arcaica la popolazione che vi risiede viveva organizzata in piccole comunità. Tra i mwa70popoli indigeni della Colombia, i Chibcha erano famosi per l'oreficeria, mentre altri gruppi, come i Mosquito del mwa74Nicaragua, i mwa78Cuna di mwa8aPanama, gli mwa8eAruachi e i mwa8iCaribi dei mwa8mCaraibi, avevano come attività principali la caccia e la pesca.cite-ref-64[64]
Area amazzonica
La mwa8sregione amazzonica con tutta probabilità non fu abitata prima del 3000 a.C. Qui le popolazioni indigene, che lavoravano il mwa8wcotone e si dipingevano il corpo, mantengono anche oggi molti dei costumi tradizionali anche se il loro mwa80habitat è seriamente minacciato dallo sfruttamento intensivo delle miniere e del legname. Nell'area vivono numerosi gruppi, tra cui gli mwa84Ye'kuana, i mwa88Tupinamba e quelli che parlano le lingue degli mwa9aAruachi e dei mwa9eCaribi.cite-ref-gomes-65-0[65]
In queste zone spesso forti piogge dilavavano le sostanze nutrienti del suolo e queste società agricole erano costrette a spostare continuamente le coltivazioni, trasferendo spesso interi villaggi.cite-ref-gomes-65-1[65] La coltivazione mwa9staglia-e-brucia di vari mwa9wtuberi, mwa90cereali e mwa94palme forniva un'alimentazione abbondante, ma povera di mwa98proteine, le cui principali fonti erano invece il mwa-apesce e le mwa-etartarughe con le loro mwa-iuova, integrate dall'esiguo prodotto di una caccia difficile a vari mwa-mmammiferi di grande e piccola taglia.
I villaggi erano in genere piccoli (100-1000 abitanti) e la densità bassa (ca. mwa-u2 ab./km²): questi centri erano spesso la più vasta unità di aggregazione politica. La forma più diffusa di affiliazione sociale era il patrilignaggio, sebbene esistessero mwa-yclan in alcuni dei centri più grandi. Nelle società più piccole la leadership era esercitata da un anziano, mentre nelle comunità più numerose gli mwa-csciamani acquisivano a volte il potere attraverso l'intimidazione. In alcune delle società dell'alta mwa-gAmazzonia esistevano anche strutture di classe.cite-ref-gomes-65-2[65] Gli sciamani guidavano le cerimonie della mwa-0pubertà, del mwa-4raccolto e della mwa-8morte, tutte assai elaborate in quest'area culturale. Molti individui diventavano sciamani grazie all'impiego di potenti mwa-adroghe allucinogene.cite-ref-gomes-65-3[65]
Ande centrali e meridionali
La parte centrale e meridionale delle mwa-4Ande, quella cioè che attraversa la parte occidentale dell'mwa-8America del Sud, con le sue strette valli comprese tra i monti e l'mwbaaoceano Pacifico, ha ospitato grandi civiltà indigene. I popoli che abitavano i villaggi delle valli costiere del mwbaePerù centrale, edificarono dopo il 2000 a.C. grandi templi di pietra e mattoni. Dopo il crollo di queste civiltà (mwbaiHuari, mwbamTiahuanaco e mwbaqChimú), tutto il moderno mwbauPerù fu conquistato dagli mwbayInca, che estesero il loro dominio anche negli attuali stati di: mwbacEcuador, mwbagBolivia, mwbakCile, mwbaoArgentina e mwbasColombia.cite-ref-dalt-66-0[66]
Nel mwbbeXVI secolo, l'mwbbiImpero inca, indebolito da lotte interne, fu facilmente conquistato dai mwbbmconquistadores spagnoli. Allo stato attuale sopravvivono numerose popolazioni di mwbbqlingua quechua (lingua ufficiale dell'mwbbuimpero inca). Oltre ai mwbbyquechua, sono presenti altre popolazioni che mantengono ancora lingue e tradizioni di epoca mwbbcprecolombiana. È il caso degli mwbbgaymara che vivono nel Perù meridionale e in Boliviacite-ref-dalt-66-1[66] e dei mwbb0mapuche in Cile e in Argentina.
Regione meridionale
In questa zona, che comprende l'mwbcaUruguay e l'Argentina, vivono popolazioni contadine, come i Pampas che tuttora abitano in villaggi e coltivano mwbcemais, mwbcipatate e mwbcmcereali. In seguito alle invasioni spagnole questi gruppi cominciarono ad allevare anche mwbcqbestiame e mwbcucavalli. Più a Sud, nelle mwbcymwbccpampa, era impossibile praticare l'mwbcgagricoltura, perciò le popolazioni vivevano di mwbckcaccia o di mwbcopesca; nei pressi dello mwbcsstretto di Magellano, invece, le popolazioni vivevano principalmente pescando mwbcwfoche e mwbc0leoni marini.cite-ref-lizcano-67-0[67]cite-ref-68[68]cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]cite-ref-britannicacl-71-0[71]cite-ref-72[72]
Questi gruppi avevano la più bassa densità di popolazione di qualsiasi altra cultura sudamericana e conoscevano solo una semplice organizzazione per bande. Tutti presentavano una scarsa produttività di alimenti e una tecnologia elementare. La religione conosceva i riti di passaggio, lo mwbecsciamanesimo e la credenza negli spiriti. mwbegFaide e incursioni erano rare: la sopravvivenza di queste società dipendeva dalla loro capacità di sfuggire ai più potenti e bellicosi vicini.cite-ref-lizcano-67-1[67]
Calo demografico e sterminio
Per mwbfagenocidio dei Nativi americani o genocidio indiano si intende il calo demografico e lo sterminio sistematico condotto con motivazioni di controllo del territorio, economiche, etniche, politiche o religiose dei Nativi americani (detti anche Indiani d'America, Pellerossa o, nel centro-sud America, Indios e Amerindi) e perpetratosi dall'arrivo degli Europei alla fine del mwbfeXV secolo fino al mwbfiXX secolo. Si ritiene che in questo periodo tra i 50cite-ref-73[73] e i 100 milioni di nativi siano morti a causa dei colonizzatori. Ciò come conseguenza diretta di guerre di conquista avvenute con armi impari, perdita dell'ambiente tradizionale, cambio dello stile di vita e malattie introdotte volontariamente o accidentalmente, oppure per deliberato sterminio, perché considerati biologicamente o culturalmente inferiori (Teorie di supremazia razziale o culturale).
L'impatto sulla composizione etnica della popolazione ebbe diversi caratteri, con differenze significative di comportamento tra i conquistatori di matrice neolatina (spagnoli e portoghesi) o anglosassoni.
Negli attuali mwbfkStati Uniti d'America e mwbfoCanada lo sterminio fu massiccio e devastante per le popolazioni native, con scarsissime unioni tra i popoli venuti a contatto, conseguente scarsa discendenza e assimilazione culturale forzata diffusa.
Nel Centro e Sudamerica questo fenomeno venne contrastato da una parte consistente dei colonizzatori stessi (v. paragrafo successivo), con la conseguenza che gran parte di queste nazioni sono tuttora popolate da percentuali consistenti e a volte maggioritarie di nativi americani o da individui nati dall'unione tra l'elemento indigeno e colonizzatore. Nel Nordamerica, tra l'altro relativamente meno popolato, l'impatto fu più devastante a causa delle minori remore da parte dei colonizzatori e dalla loro minore tendenza a unirsi alla popolazione indigena; la conseguenza è che le percentuali di indigeni nordamericani sono drasticamente più basse.
La difesa degli indigeni da parte dei missionari cattolici e dei papi
Secondo lo studioso mwbf4Franco Cardini, la chiesa di Roma, pur con alcune contraddizioni interne (come ad esempio le mwbf8Scuole residenziali indiane), ha agito nei secoli prevalentemente in difesa degli indigeni. Afferma Cardini: «Sarebbe ingiusto negare che molti della Chiesa cattolica si siano piegati alle esigenze delle potenze colonialistiche e alla loro pratica di violenza e rapina. Resta tuttavia un fatto: nel mondo protestante non c'è nessun missionario che sia riuscito a combattere ingiustizia e violenza con lo stesso successo con cui l'hanno fatto i cattolici: e difatti nell'America settentrionale e Oceania si sono avuti sistematici genocidi su larga scala, messi in atto soprattutto da inglesi e olandesi, che non trovano riscontro nell'America meridionale dove stragi e razzìe di schiavi ebbero certamente luogo, ma dovettero fare i conti con apostoli che difesero i nativi a viso aperto, spesso accettando insieme a loro la persecuzione. Il più famoso di costoro è senza dubbio il domenicano mwbgaBartolomé de Las Casas che convinse mwbgeCarlo V a promulgare le “mwbgiNuevas Leyes”, irreprensibile codice garantista nei confronti dei nativi, che resta un modello giuridico a testimonianza del senso di equità di un sovrano cattolico e che impedì molte sopraffazioni».cite-ref-74[74]
Tra gli storici che ricalcano le posizioni di Cardini ci sono mwbggRodney Starkcite-ref-75[75] e Eugene D. Genovese che affermano come la riduzione in schiavitù di interi popoli fu, in genere, osteggiata dai religiosi cattolici.cite-ref-76[76] Tra coloro che difesero gli indios, mettendo a rischio la propria vita fino al martirio, vi sono i frati domenicani mwbheAntonio de Montesinos (1475-1540) e mwbhiPedro de Córdoba (1482-1521), tra primi religiosi a raggiungere il Nuovo Mondo. I loro sermonicite-ref-77[77] contro i metodi violenti utilizzati dai coloni verso la popolazione autoctona colpirono talmente uno degli amministratori locali che questi decise di prendere i voti e di schierarsi al loro fianco.
Si trattava del già citato mwbhgBartolomé de Las Casas, oggi universalmente riconosciuto come il "protettore degli indios". Frate Francesco da Vitoria (o mwbhkFrancisco De Vitoria) (1492-1546) è un altro dei difensori degli amerindi: la sua azione principale fu quella di elaborare le basi teologiche e filosofiche in difesa dei diritti umani delle popolazioni indigene colonizzate. Questo lo fa annoverare tra i padri del “diritto internazionale”.cite-ref-78[78] Si ricordano inoltre le mwbh4Riduzioni gesuite che cercarono di creare un modello di sviluppo equo e solidale con i locali, o episodi come la cosiddetta mwbh8battaglia di Mbororé, che vide i gesuiti a fianco dei nativi combattere contro i colonialisti europei.
Diversi atti e bolle papali nel tempo furono emanati a difesa degli indigeni. Già mwbiepapa Eugenio IV (1383-1447) prima della scoperta delle Americhe, con la bolla mwbiiSicut Dudum del 1435 indicò l'atteggiamento del papato verso le popolazioni indigene (in questo caso i popoli delle Isole Canarie). In essa infatti si ordinava, sotto pena di scomunica, a chi era coinvolto nello schiavismo, che entro 15 giorni dalla ricezione della bolla si doveva «riportare alla precedente condizione di libertà tutte le persone di entrambi i sessi una volta residenti nelle dette Isole Canarie, queste persone dovranno essere considerate totalmente e per sempre libere («ac totaliter liberos perpetuo esse») e dovranno essere lasciate andare senza estorsione o ricezione di denaro».cite-ref-79[79] Altro documento è la bolla mwbicmwbigVeritas Ipsa conosciuta anche come “Sublimis Deus" del 2 giugno 1537, emanata da mwbikpapa Paolo III che proclamava «Indios veros homines esse» ("gli indios sono uomini veri") e scomunicava tutti coloro che avessero ridotto in schiavitù gli indios o li avessero spogliati dei loro beni.cite-ref-80[80]
Nell'anno 1639, mwbi8papa Urbano VIII, ascoltando la richiesta dei gesuiti del mwbjaParaguay, emise la bolla mwbjeCommissum Nobis, che ribadiva la scomunica di Paolo III, proibendo in modo assoluto «di ridurre in schiavitù gl'Indiani occidentali o meridionali; venderli, comprarli, scambiarli o donarli: separarli dalle mogli e dai figli; spogliarli dei loro beni; trasportarli da un luogo a un altro; privarli in qualsiasi modo della loro libertà; tenerli in schiavitù; favorire coloro che compiono le cose suddette con il consiglio, l'aiuto e l'opera prestati sotto qualsiasi pretesto e nome, o anche affermare e predicare che tutto questo è lecito, o cooperare in qualsiasi altro modo a quanto premesso».cite-ref-81[81] Nel 1741, mwbjypapa Benedetto XIV emanò la bolla mwbjcmwbjgImmensa pastorum con la quale si vietava che i popoli indigeni delle Americhe e di altri paesi fossero asserviti.cite-ref-82[82] mwbj0Papa Gregorio XVI, nel 1839 con la bolla mwbj4mwbj8In Supremo Apostolatus, ribadiva, la solenne condanna verso la schiavitù e la tratta degli schiavi.cite-ref-83[83]
Nel 1888 mwbkupapa Leone XIII scrisse a tutti i vescovi del Brasile affinché eliminassero completamente la schiavitù dal loro paese, dopo aver perorato in quello stesso anno la causa del cardinale Charles Lavigeriecite-ref-84[84] che fondò a Bruxelles l'associazione "Anti-Slavery Society", per raccogliere fondi a favore degli antischiavisti e le loro battaglie. Come riferimento finale della lotta contro le discriminazioni coloniali e a favore della promozione dei popoli nativi possiamo indicare l'enciclica mwbkomwbksMater et magistra (1961) di mwbkwPapa Giovanni XXIII, un pilastro della mwbk0dottrina sociale della Chiesa cattolica.cite-ref-85[85]
La figura dell'indigeno oggi
Nei tempi moderni invece, le mwblqciviltà mesoamericane o andine, sono state esaltate per il glorioso passato mentre vi è stata una svalutazione del presente, per la quale i discendenti di queste civiltà avrebbero subito una sorta di imbarbarimento. Questa concezione è stata talmente sostenuta che gli indigeni stessi si sono convinti della sua autenticitàcite-ref-86[86].
Parallelamente alla diffusione di questi stereotipi negativi sugli indigeni americani, si è assistito alla fioritura del mito del mwblomwblsbuon selvaggio di mwblwJean-Jacques Rousseaucite-ref-87[87]. Anche questa è una distorsione della realtà che si basa su una visione dualistica incentrata sulla dicotomia bene/male.
Nel corso degli anni sono fioriti tutta una serie di luoghi comuni sui nativi americani molto spesso veicolati anche da mezzi di comunicazione di massa come: i mwbmifumetti, il mwbmmcinema, la mwbmqtelevisione, la mwbmupubblicità e i mwbmyvideogiochi. Negli mwbmcStati Uniti d'America viene celebrato ogni anno il Native American Heritage Month, un festival dedicato ai nativi della durata dell'intero mese di novembrecite-ref-88[88].
mwbm0«L'indiano immaginario è diventato una delle icone della società dei consumi. Il risultato è stata la riduzione delle culture native a una serie di slogan e di atteggiamenti semplicistici e paternalisti; molte delle immagini degli Indiani della pubblicità hanno un'intenzione positiva perché rivelano qualità come il coraggio, la prestanza fisica e la naturale virtù, qualità che, si crede, gli indiani abbiano posseduto prima del contatto coi bianchi. La pubblicità rinforza l'opinione che gli indiani migliori erano quelli di una volta; come simbolo consumista l'indiano è ammirato per valori che i consumatori associano con la società preindustriale.»cite-ref-89[89]
I Nativi americani non sono da considerarsi mwbn0fossili sociali nel senso che non hanno fissato uno stadio di sviluppo della loro cultura in senso identitario. Gli indigeni salvaguardano sì i loro modi di vita, ma operando su di esse modifiche continue, resistendo proprio grazie alla capacità di mutamento. In tutto il continente americano ci sono più di 70 milioni di persone che conducono stili di vita che discendono da quelli in uso nell'età precolombiana, anche se pur in parte adattati e modificati.
L'atteggiamento attuale nei confronti dei Nativi è bivalente: da una parte quello del silenzio, dall'altra si cerca di porsi a favore dell'integrazione. Quest'ultimo comportamento viene da molte parti incoraggiato in quanto considerato utile per far uscire gli indigeni dal loro mwbn8sottosviluppo. Tuttavia alcuni sollevano obiezioni sul come viene intesa l'integrazione e lo sviluppo e sul fatto che vengono imposte categorie europee o, comunque, occidentali. Chi sostiene queste obiezioni afferma che lo sviluppo sia identificato solo con quello tecnologico occidentale, senza tener conto che una politica assimilazionistica, basata magari sulla formalità tutta esteriore del mwboamwboepoliticamente corretto, potrebbe causare uno svuotamento della loro cultura e della loro identitàcite-ref-91[91].
mwboc«Non esiste un mitico mondo indigeno unitario, sottratto al divenire storico, ma esistono delle culture indigene che salvaguardano alcuni loro tratti essenziali attraverso una lunga lotta di resistenza. Questa resistenza non avviene in una situazione di chiusura totale verso l'esterno, anche se in essa gioca un ruolo rilevante la simulazione, intesa come accettazione apparente o epidermica dei valori dei dominatori. Si stabilisce, di fatto, un'interazione reciproca tra le diverse culture, che trasforma in profondità la loro struttura. Il termine mestizajemwbog, pur con la sua genericità, definisce questo impasto originale, in continua evoluzione.»cite-ref-92[92]
La frattura tra questi due mondi, colonizzati e i colonizzatori, non è comunque stata ancora ricomposta completamente: il passato continua a influenzare, spesso in modo tragico, il presente. La presa di coscienza della propria storia e la rivendicazione sistematica dei propri [[Diritti umani|diritti]] si è iniziata solamente nel [[XIX secolo]]. Spesso gli indigeni, per non far scomparire le loro culture, utilizzano una strategia basata sulla resistenza al dominio imposto. È una tattica sotterranea, spesso silenziosa, che raramente sfocia in azioni dimostrative ma non per questo meno decisa e risoluta.
Inoltre, nel 2006, il Consiglio dei Diritti Umani approvò una dichiarazione per dare agli indigeni dei diritti. In questa dichiarazione si stabilirono delle categorie:
-diritto alla non discriminazione;
-diritto all’integrità culturale;
-diritto di proprietà, uso, controllo e accesso a terreni, territori e risorse;
-diritto allo sviluppo e benessere sociale;
-diritto alla partecipazione politica.
Inoltre, oltre a questi diritti, gli diedero la possibilità di accedere all’istruzione e alla vita politica del loro paese. Tuttavia non si è ancora arrivati a una eguaglianza sociale totale tra indigeni e non indigeni.
Note
cite-note-11. mwbps(mwbpwmwbp0ES) mwbp4mwbp8Censo de Población y Vivienda 2020: Presentación de resultados (mwbqamwbqePDF), su mwbqiinegi.org.mx, Instituto Nacional de Estadística y Geografía, p.mwbqm 49. mwbqqURL consultato il 29 gennaio 2022. mwbqy«Note: Indigenous population was identified as the total population in households where the head of the household, his or her spouse or any of their ascendants claimed to speak an indigenous language.»
cite-note-22. mwbqo(mwbqsmwbqwES) mwbq0mwbq4Censo de Población y Vivienda 2020: Resultados complementarios (mwbq8mwbraPDF), su mwbreinegi.org.mx, Instituto Nacional de Estadística y Geografía, p.mwbri 27. mwbrmURL consultato il 30 gennaio 2022. It was estimated that 19.41% of population aged 3 years and older considered themselves to be indigenous.
cite-note-uscensus-33. mwbrcmwbrgmwbrkA First Look at the 2020 Census American Indian/Alaska Native Redistricting Data (mwbromwbrsPDF), su mwbrwncai.org, NCAI Policy Research Center, p.mwbr0 4. mwbr4URL consultato il 22 maggio 2023 mwbr8(archiviato dall'mwbsaurl originale il 26 gennaio 2022). Corresponding to "American Indian and Alaska Native".
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• Acheri
• Rigoberta Menchú, attivista e pacifista guatemalteca K'iche'
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Collegamenti esterni
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